Klaus Hemmerle

 

«Un vescovo secondo il cuore di Dio»

 

Il teologo e vescovo di Aquisgrana, Klaus Hemmerle, molto conosciuto dai nostri lettori anche per i suoi numerosi articoli apparsi nella nostra rivista, si è spento il 21 gennaio scorso, a 64 anni, a causa di una grave malattia. Diverse cose sono subito state scritte su di lui, e molte altre sono in preparazione. Crediamo tuttavia di fare cosa molto gradita ai nostri lettori trascrivendo alcuni passaggi fondamentali dell'omelia del noto teologo e vescovo di Magonza, Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca, durante il funerale celebrato il 29 gennaio nel duomo di Aquisgrana, con la partecipazione di numerosi vescovi cattolici e diversi vescovi di altre Chiese cristiane.

 

(...) Ho incontrato poche persone per le quali userei il grande attributo di “geniale”. Klaus Hemmerle era una di queste. Sempre, quando egli esaminava più da vicino una realtà, sotto l'influsso magico del suo pensare, le cose ormai familiari, abituali e consumate cominciavano a rifulgere nel loro originale splendore. Era, allo stesso tempo, un maestro del pensiero e della parola. Per questo riusciva a presentare le cose in modo nuovo, fresco come nel giorno della creazione.

La chiarezza e la logica del suo pensiero vivissimo, profondamente radicato nella contemplazione e nell'esperienza, erano straordinarie. Un foglietto con pochi appunti spesso gli era sufficiente per sviluppare lezioni universitarie e conversazioni, che molte volte riuscivano così bene da essere già pronte per la stampa.

In questo modo Klaus Hemmerle ci ha donato, oltre ad alcuni scritti scientifici, circa 30 libri e più di 800 saggi, che rappresentano buona parte della sua eredità. Altro materiale aspetta ancora di essere preso in esame.

Quando noi professori di Friburgo, più di 18 anni fa, siamo venuti ad Aquisgrana per la sua consacrazione episcopale, sapevamo che il cambio da professore a vescovo era certamente una grande perdita per la scienza, ma un'enorme guadagno per l'episcopato e per tutta la Chiesa.

Klaus Hemmerle è stato sempre nel punto di intersezione tra Chiesa e mondo; tra servizio al mondo e servizio alla salvezza. Non è perciò a caso che, quale direttore spirituale e più tardi assistente spirituale del Comitato centrale dei cattolici tedeschi, per venticinque anni abbia accompagnato in maniera così fruttuosa i laici dei vari consigli e associazioni, nella loro ricerca di una vita cristiana autentica nel nostro mondo. Tutti i Katholikentage da Essen (1968) a Dresda (1993) portano la sua impronta.

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La diocesi di Aquisgrana perde con Klaus Hemmerle un grande vescovo. Non era un uomo di grandi parole. Ma la sua voce delicata e calma aveva una straordinaria forza di annuncio. Sempre di nuovo egli tornava alla Parola di Dio e la dispiegava in mille sfumature come alimento di vita per molte persone. Era sua arte parlare in maniera così semplice e così profonda da essere capito sia dalla donna del mercato che dal professore del Politecnico. In questo modo il vescovo di Aquisgrana ha operato, donando innanzi tutto la sua esperienza spirituale a testimonianza della Parola e non in forza del mandato giuridico e della legge. Proprio per questo egli aveva una grande sensibilità per creare la comunione nella diocesi, pur rispettando l'unicità delle singole persone.

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Negli ultimi anni il leitmotiv «cammino in comunione» è diventato un orientamento centrale della sua azione sacerdotale ed episcopale. L'uomo dell'instancabile dialogo voleva approfondire la comunione nelle parrocchie e nelle associazioni, attraverso una nuova vicinanza tra le persone che, pur nella diversità, sono tutte insieme in cammino. In questo cammino in comunione ciascuno aveva il suo posto e la sua dignità. Nessuno era sopraffatto, nessuno abbandonato e così nasceva una nuova vocazione ad una vera vita di comunione. Questo cammino in comunione era il modo con cui il vescovo Hemmerle realizzava la Communio. Egli sapeva sin troppo bene che tutti i piani pastorali sono costruiti sulla sabbia, se non c'è nella diocesi una rete, un'unione spirituale che sola può sostenere ogni programma.

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Klaus Hemmerle ha sempre recato il suo apporto anche a tutta la Chiesa. Come presidente della IV commissione della nostra Conferenza episcopale, nel corso di quasi vent'anni, egli ha dato impulsi decisivi per lo sviluppo delle vocazioni e dei ministeri ecclesiali nel mondo di oggi. Se i nostri statuti per la formazione dei futuri sacerdoti, per i diaconi permanenti e per gli assistenti pastorali, nonostante tutte le evoluzioni, sono diventati e rimasti sicure indicazioni per lo sviluppo di questi ministeri, ciò è soprattutto un suo grande merito.

È quasi impossibile accennare qui a quanta forza spirituale e in ogni caso integrativa egli abbia sempre di nuovo donato alla comunità dei vescovi tedeschi. Nello stesso tempo il suo sguardo andava sempre molto oltre, in tutto il mondo.

Era contento e grato che sempre di nuovo proprio da Aquisgrana partivano segni efficaci di solidarietà e di missione cristiana in tutto il mondo e che Aquisgrana, tramite Misereor, Missio e il Kinderhilfswerk (un'opera di aiuto di bambini per bambini), poteva essere un significativo punto di incontro nella Chiesa universale. Era la Colombia il paese scelto per dare con l'intera diocesi di Aquisgrana prova della veridicità di questo amore.

Il raggio d'azione del vescovo Hemmerle non si è limitato alla Conferenza episcopale tedesca e neanche alle istituzioni ecclesiali suddette. Anche nei Sinodi dei vescovi dell'ultimo decennio il vescovo di Aquisgrana è stato un membro che tutti notavano, stimavano quale punto di orientamento in molte situazioni difficili.

«Cammino in comunione» non era un programma astratto per il vescovo Hemmerle. Insieme all'indimenticabile direttore spirituale del seminario di St. Peter, Rudolf Hermann, egli aveva cercato un tale cammino già dalla fine degli anni cinquanta, e lo aveva poi trovato nel Movimento dei focolari, sotto la guida spirituale di Chiara Lubich. Ella gli ha anche dato una Parola di vita che gli è sempre stata di sostegno: «Io sono nel Padre e voi in me e io in voi» (Gv 14, 20). Di questa Parola Klaus Hemmerle ha vissuto quotidianamente durante tutta la sua vita. Nella stessa linea si pone anche il motto del suo ministero episcopale, tratto da Gv 17, 21: «Che tutti siano uno, affinché il mondo creda». I più vicini sanno quanto Klaus Hemmerle debba a questo Movimento e il focolare debba a lui. Qui Klaus Hemmerle ha potuto vivere in comunione quello che lo ispirava nel più profondo, anche nell'ambito della teologia: essere in comunione, testimonianza incarnata di vita secondo l'immagine del Dio trino.

Questo programma, se così possiamo definirlo, si dispiegava per Klaus Hemmerle in comunione, mistero e missione (communio, mysterium et missio). Senza difficoltà si riconosce in esso la struttura di alcuni documenti post-sinodali della Chiesa. Ma questo è, prima di tutto, uno stile di vita. Un tale progetto di vita si misura sul vangelo. E ad esso appartengono la stoltezza e la impotenza della croce, non meno dell'invito a diventare come bambini. Nessuna traccia di dominio e di sete di potere. La riconciliazione era per lui più importante del successo. La Chiesa è per tutti, specialmente per i piccoli. In definitiva tutto sfocia nell'altruismo dell'amore disinteressato di Gesù Cristo. L'amore è più forte di tutte le circostanze e gli interessi. Solo l'amore trasforma durevolmente il mondo. Nel Signore l'amore oltrepassa anche la morte.

Per questo, caro vescovo Klaus, ti ringraziamo con tutto il cuore. Per molti tu sei stato un vescovo secondo il cuore di Dio. E lo sei stato anche per molti cristiani nell'ampio raggio dell'ecumenismo. La testimonianza della tua umanità e della tua allegria ha sempre dimostrato che tu vivi dell'Amore più grande che anche nella morte non può tramontare. Ci sei stato di modello anche nel morire.

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L'anno scorso a Pasqua scriveva ad una comunità religiosa: «Io auguro a noi occhi di Pasqua capaci di guardare nella morte fino alla vita, nella colpa fino al perdono, nella divisione fino all'unità, nella piaga fino allo splendore, nell'uomo fino a Dio, in Dio fino all'uomo, nell'io fino al tu. Per questo tutta la forza pasquale!»

Anche un vescovo e proprio un vescovo ha tentazioni e fa errori. Per questo chiediamo oggi pure la misericordia di Dio per Klaus Hemmerle. Ma forse anzi ne sono certo Klaus Hemmerle è vissuto in mezzo a noi, senza che quasi ce ne accorgessimo, come un sacerdote e vescovo santo. Se non ce ne siamo resi conto, non è ancora troppo tardi. La decisa testimonianza cristiana della nostra vita sarebbe il più grande ringraziamento a lui.

K. L.